CHE TIPO DI ISTRUTTORE SONO?

06.02.2016 21:39

Continuano i miei incontri con istruttori sfiduciati nei confronti dei  metodi ludici, secondo loro troppo forvianti nei confronti dell'obiettivo formativo diretto al basket. Gli stessi, quando poi si confrontano con le mie squadre, ci ripensano un pò, e cambiano leggermente idea. C'è una radicata mentalità, che non ci permette di andare avanti nel progetto di migliorare il basket italiano. Credo, anzi, ne sono convinto, che la rivoluzione debba partire principalmente da questo, allontanare i pregiudizi verso i metodi che hanno una dominanza ludica, e cominciare ad impegnarsi in modo realmente professionale. Siamo tantissimi che ci occupiamo del settore Minibasket, e una larga schiera è composta da veterani del basket. Ad alcuni di questi istruttori, consiglio di dare una sterzata alle proprie convinzioni, cominciando dalla consapevolezza, che la loro istruzione viene da un periodo in cui il minibasket era semplicemente il basket dei piccoli. Oggi non è più così, per fortuna gli esperti se ne sono accorti, ed hanno cominciato ad indirizzare le nuove leve di istruttori verso un approccio più morbido nei confronti dei piccoli atleti. Sappiamo bene che un bambino non è un piccolo adulto, ma è semplicemente un bambino, e come tale va trattato. Se dobbiamo interaggire con lui, questa interazione deve essere studiata, quanto meno programmata, cosa che a tutt'oggi facciamo in pochi. Durante una lezione di un'ora, un istruttore deve poter osservare molte cose, dagli errori che i bambini commettono, ai cali di motivazione, fino a poter gestire in modo corretto l'intervento sul singolo in difficoltà, gestendo il feedback in maniera utile. Una lezione da improvvisare, lascia ben poco spazio all'istruttore, per potersi dedicare con competenza a questi aspetti, perchè deve spendere energie mentali e fisiche alla ricerca degli esercizi e alla loro gestione. Programmare significa arrivare a lezione pronti, sapendo già cosa si vuole fare, e ottenere. Questa serenità ricercata, attraverso giochi già pronti, conoscendone di fatto i punti criutici sui quali fare attenzione, permette all'istruttore di concentrarsi esclusivamente sui bambini. E' come se due arcieri si sfidassero ad una gara, con poco tempo a disposizione, uno ha già l'arco in tiro, mentre l'altro deve ancora montarlo. Sicuramente il secondo arciere rischierà di non avere tempo a sufficienza per gestire i suoi tiri. I bambini godono di un vantaggio enorme, rispetto ad un adulto, hanno molte più cose da imparare, e quando si è in questa fantastica dimensione, si è in grado di crescere costantemente. La prima competenza che, secondo me dovrebbe avere un istruttore, è proprio questa consapevolezza, Un bambino comunque cambierà, è la sua natura, frà un pò di tempo sarà diverso da oggi, e il proprio cambiamento sarà influenzato dalle  interazioni con ciò che lo circonda, noi siamo per qualche verso parte del loro futuro, e dobbiamo cercare assolutissimamente di rendercene conto.