CHI E' L'ISTRUTTORE IDEALE DI MINIBASKET?

06.02.2016 21:47

La lezione di Minibasket vista dal bambino: "...Sbrigati mamma, o facciamo tardi, il "MISTER" poi si arrabbia, non voglio deluderlo". La stessa lezione vista dal suo istruttore: " Che Palleadesso arrivano quei mocciosi di cinque anni, e mi tocca stare un'ora con loro, che fanno come gli pare, e non sanno fare nemmeno il terzo tempo. Mo' che mi invento per arrivare alla fine senza che mi rompa troppo?" Questa situazione surreale, esiste, ma ovviamente non viene confessata mai, l'esperienza col tempo, dovrebbe spingerci a fare meglio, dovrebbe farci acquisire sempre più competenze, e ci dovrebbe soprattutto aiutare a faticare di meno , però accade anche che la voglia di faticare è poca già in partenza, e l'idea di dover impegnare le energie nei confronti dei bambini piccoli, fà perdere di vista il percorso giusto. Cosa fa un'istruttore quando vuole essere un buon istruttore? Prima cosa crea un rapporto con i bambini, e lo fa giocando e sorridendo sempre. Programma le sue lezioni, per essere sicuro di avere un obiettivo chiaro da raggiungere, e non improvvisa perchè l'improvvisazione richiede un costante impegno mentale per se, e invece il bravo istruttore dedica la propria concentrazione e attenzione ai bambini anzi al bambino, perchè di rapporto esclusivo vuole che si tratti, in funzione certo di un gruppo e del Minibasket. Lo corregge e lo aiuta attraverso i vari feedback, lo guida passo passo rispettando quelli che sono i suoi ritmi. Un bravo istruttore con i bambini piccoli sa di dover avere pazienza, perchè nella maggior parte dei casi una sola indicazione non basterà, e neanche due, tre ecc. Dovrà anticipare i bisogni di ogni bambino prima ancora che questi si presentino, perchè avrà imparato a conoscere quel bambino e le sue reazioni emotive nelle varie situazioni. " E' piccolo, ha cinque anni, ma che vuoi che ne sappia di basket, adesso gli do la palla, lo faccio correre, e poi gli faccio fare la partita, così è felice, impara e io non mi devo impazzire a stargli dietro" Anche queste considerazioni vengono fatte da tanti istruttori, e lo si vede chiaramente durante le loro lezioni. Se solo queste persone provassero a vedere con occhi più attenti, si accorgerebbero che questi piccoli atletini, vogliono essere presi sul serio, e ricambiano quasi sempre con successo il tempo che un buon istruttore gli dedica. Ho visto in meno di due mesi trasformazioni epocali da parte di alcuni bambini, e nella maggior parte dei casi le risorse le avevano loro, io ho rappresentato semplicemente la tranquillità e l guida, per il loro fiorire, i progressi sotto i vari profili, li hanno messi in atto da soli, segno di un potenziale ricco e desideroso di esplodere. Il bambino vuole sorprendere, ma soprattutto vuole imparare, è nella sua natura voler diventare più grande, e per farlo istintivamente apprende, ma se davanti a questo pozzo senza fine di opportunità si presenta un istruttore duro e aggressivo smette di attingervi. La paura reprime, quindi meglio sempre comunicare col sorriso. L'errore corretto al bambino può essere visto dallo stesso come un esame non superato, se poi viene corretto con urla e col volto scuro, allora crolla definitivamente si mina così la sua serenita e quindi l'intraprendenza. Tanti istruttori credono che quando un bambino disturba, oppure è distratto costantemente,vada punito, l'atteggiamento spesso usato è quello di metterlo alla gogna sottolineando davanti a tutti i suoi sbagli, esprimendo le proprie considerazioni in maniera dura e direttiva, urlando ed esprimendosi in maniera violenta, questo tipo di istruttore conclude il suo intervento quasi sempre, mettendo il bambino a sedere,  siamo sicuri che quel bambino andava redarguito, e soprattutto che quel metodo applicato sia l'unico che si possa adottare? Se facciamo attenzione, tutte le situazioni in cui un istruttore urla, ed è duro hanno in comune una cosa, e cioè un bambino che va nella direzione opposta a quella che ci siamo prefissati, Siamo pagati per far andare i bambini in una direzione ben precisa. Proprio così, se non per passione, noi siamo pagati per portare i bambini ad acquisire competenze, non siamo li solo per farli giocare, per questo esistono gli animatori e i parchi gioco, l'istruttore che non vuole spendersi in modo costruttivo e intelligente nei confronti di un bambino che devia apparentementa dalla linea del gruppo,  è un istruttore che non fa bene il suo lavoro, quindi non si guadagna il suo stipendio. Qualche tempo fa sono andato a trovare un amico che ha una palestra, uno dei suoi istruttori aveva un attegiamento che secondo lui non andava bene, e mi ha chiesto un aiuto con questa giovane persona. Sono andato a vedere una lezione di questo istruttore, e francamente sono rimasto esterefatto dal metodo duro che adotta con bambini di 5 e 6 anni. Alla fine della lezione mi sono presentato a questo istruttore, e dopo qualche scambio di opinioni, mi ha chiesto cosa pensavo dei suoi metodi, io gli ho detto che per me quei bambini erano visibilmente contratti e spaventati, e non sarebbero cresciuti in fretta come lui pansava, mi ha risposto che lui non era daccordo, io gli ho risposto, che poteva anche non essere daccordo, ma quei bambini non sarebbero comunque cresciuti in fretta come lui pansava. Noi possiamo anche credere che i metodi rigidi facciano crescere, ma la costante del nostro operato, rimane comunque la stessa per tutti, nessuno si muove se ha un fucile puntato, al contrario tutti corrono se invitati a farlo per mano.