COME MI COMPORTERO' QUANDO I MIEI ATLETINI GIOCHERANNO LE PARTITE?

06.02.2016 21:41

Ogni volta che i miei bambini giocano una partita, cerco di essere costruttivo ai fini della loro formazione, ma non sempre ci riesco, commetto a volte degli errori, perchè non riesco a gestire costantemente le mie emozioni. Ma le mie emozioni, sono utili ai bambini? Posso considerarle realmente parte integrante di un progetto che deve aiutarli a crescere bene? Sinceramente non lo so. Quello che ho notato, è semplicemente che, nonostante spesso non ce ne rendiamo conto, i bambini sono continuamente alla ricerca del nostro sguardo, segno di un coinvolgimento emotivo anche nei confronti di quello che pensiamo di loro, e il feed back che c'è in quei precisi momenti, non sempre funziona in entrambe le direzioni. Se un bambino mi cerca durante la partita, forse perchè vuole da me un riconoscimento per quello che fa, per le cose difficili che riesce a fare, per la grande fatica, che sta affrontando, per tutte quelle cose, insomma, che in genere do troppo per scontato. Quando un bambino sbaglia i canestri, quanto riesco ad accettare la situazione, senza criticarlo? Faccio riferimento alla scarsa capacità, e glie lo dico, oppure paziento e riconosco che il supporto motorio o cognitivo, non sono ancora un abile alleato per lui? Quando insistentemente trascura il compagno libero, penso che sta guardando troppo la palla, e lo rimprovero, oppure, aspetto che questa caratteristica si sviluppi da sola? Se non riesce  a tenere il passo del suo avversario, Lo colpevolizzo, accusandolo di non impegnarsi, o peggio ancora di essere lento, oppure lo incoraggio, perchè il suo avversario è decisamente un bravo atletino, e quindi non ha colpa per questo? Sono sicuro che la cosa migliore da fare, e lavorare sull'autostima dei bambini, questo perchè, essendo un fattore allenante, giocherà sicuramente a vantaggio della crescita, se non altro durante le partite saranno più sereni, e apprenderanno di più. Quando i miei bambini faranno le partite, saprò scendere in campo insieme a loro, oppure starò in panchina e farò l'allenatore? Capirò e saprò intervenire in ogni momento di difficoltà, aiutandoli? oppure sarò freddo, e guarderò la partita, intervenendo solo sull'aspetto tecnico? Enfatizzerò le cose belle che faranno, oppure sottolineerò i loro errori? Mi farò vedere come un amico della squadra avversaria,oppure terrò le distanze, perchè loro sono i nemici? Mi rivolgero ai bambini avversari, se dovesse capitare, con lo stesso calore che riservo per i miei, oppure sarò più formale? Mostrerò soddisfazione per quello che stanno facendo i miei bambini, oppure il mio umore, si adatterà al tabellone? I bambini vogliono vincere, lo scopo di una partita è quello di prevalere sul piano del risultato; lascerò che questa analisi, sia la prima direttiva per loro, oppure proverò ad enfatizzare altri obiettivi, magari più stimolanti ai fini della formazione stessa? Ma soprattutto, ci credo veramente che possano esserci altri obiettivi, rispetto alla vittoria? Farò giocare tutti? Mi complimenterò con tutti? Sosterrò, se ne hanno bisogno, tutti allo stesso modo? Sarò con tutti la stessa persona? Darò consigli, o indicazioni? Dirò loro ogni volta che escono,che hanno fatto questo e quello, e che invece avrebbero dovuto fare questo e quello?Oppure gli diro bravo perchè hai fatto questo e quello, senza preoccuparmi troppo per gli errori fatti? Ho imparato a vedere la partita, come un allenamento non riproducibile durante le lezioni? Oppure lo considero un obiettivo? Se durante le lezioni, lascio che i bambini imparino sbagliando, sono pronto a fare altrettanto durante una partita, visto che ho realizzato che la partita non è un obiettivo? Alla fine della partita, vinta o persa, conserverò la stessa fiducia nei miei atletini, o mostrerò il mio umore in base al risultato? Sono arrivato alla conclusione di questi interrogativi, e nonostante le cose che mi chiedo siano tante, a volte mi sembra che la risposta sia solo una, e vada bene per tutte queste domande. Un bambino, ha bisogno e voglia di fare bene, la cosa più importante, che mi ripeto spesso, è proprio questa, spesso quando sono in difficoltà, e faccio fatica a gestire i bambini durante le lezioni, questa consapevolezza mi permette di riordinarmi le idee, e di intervenire nuovamente, ritrovando il controllo della situazione. Mi ripeto spesso anche un'altra cosa, gestire i bambini, significa accompagnarli per mano verso un futuro ricco di sane esperienze,attraverso esse crescere e imparare, diventare bravi a fare quello che amano, gestirli non significa fare in modo che tutto fili liscio durante le lezioni, e che riescano a fare quello che ho pianificato, come degli animaletti addestrati. Capire questa differenza, è stato molto utile per me.