I BAMBINI SONO I NOSTRI EDUCATORI

06.02.2016 21:37

I bambini sono i nostri educatori. Sembrerebbe una provocazione, invece il messaggio che vorrei dare, è  quello dell'attenzione  a ciò che ci comunicano  quando abbiamo a che fare con loro, della semplicità con cui riescono a crescere durante le loro esperienze di giocosport. Molte volte abbiamo sentito dire dagli adulti, che siano genitori, oppure istruttori:" questo bambino si allena..." In realtà, e peggio ancora, con molta ipocrisia, il concetto di giocosport, è chiaro un pò a tutti gli istruttori di minibasket, ma è altrettanto vero, che "allenare" un bambino, è meno faticoso che "educarlo", e spessissimo si sceglie questa strada, per propria convenienza. Allenare significa adattare via via nel tempo il nostro organismo , o certe nostre qualità, a stimoli via via crescenti. Una volta sottoposto a uno stimolo, l'organismo subisce uno stress.... potrei continuare, ma la parola stress, già ci fa comprendere quanto sia inadatta ad un bambino. L'educazione,invece,è l'insieme delle componenti che creano modificazione nel comportamento dell'individuo finalizzate al progresso. Se osserviamo attentamente i due significati, ci rendiamo immediatamente conto di quanto l'allenamento, sia qualcosa di diverso  da quello di cui hanno bisogno i bambini, e al contrario," l'educazione", rispecchia in pieno ciò che si può invece fare con loro. Il bambino fino ad una certa età, 11-12 anni circa, vive diverse fasi evolutive, sia emotive che fisiche, quella dell'emozione,è la fase che incontrano i nostri miniatleti, a partire dai 4-5 anni, ed è la fase più delicata per loro, e per noi istruttori. Il bambino non è in condizione di afferrare concetti come sport, fatica, resistenza, competizione.... affronta tutto il mondo che lo circonda, attraverso le emozioni, e i giochi, se un gioco è difficile scappa! Se è brutto si annoia e scappa!, se è spaventoso si spaventa e scappa!, se ha corso troppo, senza recuperi intelligenti, visto che la forza e la resistenza sono alleati che ancora non ha, si frustra e scappa! Ma allora cosa si deve fare con i bambini che attraversano questa fase? Come si possono indirizzare verso il minibasket? La risposta è molto semplice, programmare, dei giochi di situazione, che possano farli "sorridere" emotivamente, fare in modo che questi giochi, gli permettano di approcciare al basket,palleggiando, passando, tirando e correndo, concedendo a loro il giusto recupero, se corrono per trenta secondi, bisogna che il tempo del recupero sia almeno il doppio. Avere un rapporto esclusivo con ogni bambino, significa intervenire al momento giusto, stimolandolo continuamente, con parole,gesti e giochi interessanti. Intorno agli otto anni, cominciano a "scoprire", cosa succede intorno a loro, e dentro di loro.cosa sono in grado di fare, e di imparare, le differenze intorno  loro nel bene e nel male, anche questa fase va gestita da educatore, e non da allenatore, cercando di continuare nel lavoro ludico, con giochi motori,cognitivi, che permettano loro di sviluppare competenze sempre più complesse. Il bambino a questa età, è in grado di capire cosa significhi un allenamento, potrebbe essere anche daccordo con l'idea di essere allenato, ma il suo corpo ancora no. L'ormone che permete di allenare la forza e la resistenza, non si è ancora attivato, quindi correre troppo, oppure usare carichi eccessivi, sono solo una perdita di tempo, e in alcuni casi si corrono anche dei rischi. Anche a queta eta, bisogna poter scegliere situazioni di gioco piuttosto che sedute di allenamento, perchè il bambino capisce ancora il linguaggio del gioco semplice, lo diverte, quindi lo educa. Intorno agli undici anni, il bambino comincia a sviluppare, in questa fase della sua crescita, attraversa un cambiamento epocale, si comincia ad attivare l'ormone prima citato, quindi si può cominciare a lavorare in maniera più intensa, ma bisogna continuare a fare attenzione, ai processi, che, come un bel miracolo, sono in atto nel loro corpo. Quando un bambino arriva all'età di dodici anni circa, se avrà corso, saltato, tirato, afferrato, tutto attraverso situazioni di gioco coinvolgenti e stimolanti,comincerà ad applicare in maniera semplice e disinvolta, le competenze acquisite. Facciamoci educare dai nostri bambini, a diventare educatori, ci fanno capire ogni momento di cosa necessitano, a volte sono proprio diretti, basta semplicemente "ascoltarli", per diventare dei buoni educatori.